giovedì 11 marzo 2010

perchè chi viene ricordato non muore mai

"Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, perchè chi viene ricordato non muore mai…"Condividi
Oggi alle 0.43
11 Marzo 2010 - L'11 Marzo 1994 Ilaria Alpi con il suo operatore Miran Hrovatin partivano dall'aereoporto militare di Pisa con un volo 'speciale' per Mogadiscio, in Somalia, dove Ilaria era stata inviata per la seconda volta dal suo giornale, il Tg3 -

Ilaria e miran non torneranno più, se non in due casse di legno scaricate da un C130 dell'Areonautica Militare, uccisi intorno alle ore 15:00 del 20 Marzo nel centro di Mogadiscio, a pochi passi di distnaza dalla residenza dell'allora ambasciatore italiano, che ben protetto da oltre 100 carabinieri non sentì neppure il dovere di uscire dalla sua residenza per vedere - almeno vedere, rendersi conto di persona - quei corpi sanguinanti dei due giornalsti italiani, visto che in pochi minuti la voce della morte di Ilaria e Miran si sparse per tutta Mogadiscio.

Oggi, a 16 anni di distanza ancora non è stata scritta la parola fine sul duplice omicidio, non è data da sapere una verità certa, sicura, inconfutabile di quell'orrendo crimine.

La Commissione parlamentare d'Inchiesta presieduta dall'avvocato Carlo Taormina è riuscita con un gioco incrociato di applicazione di segreti su segreti a far chiudere ermeticamente le porte blindate degli archivi della Camera sull'eccezionale documentazione proveniente da tutte le Procure italiane che avevano indagato sugli omicidi, da tutti gli uffici della Digos, dai servizi segreti italiani e stranieri, che la Commissione aveva raccolto...

L'ultima atto formale della Commissione prima della sua chiusura fu mandare due agenti di polizia a perquisire - di primo mattino - la casa di Ilaria, dove vivevano (e vivono) Giorgio e Luciana Alpi, i genitori, inesausti protagonisti di 16 anni di battaglie furibonde per cercare di capire in quale contesto maturò il duplice delitto e quali i mandanti dell'omicidio della figlia e del suo collega triestino.

Ilaria era una giornalista investigativa, intelligente, curiosa, con tutta la vita davanti, di lei è stato fatto scempio: dei suoi studi a Il Cairo, della sua cultura e della sua sensibilità non c'è traccia nei lavori della Commissione e neppure nelle inchieste della magistratura che non hanno portato da nessuna parte…

Rimane solo il ricordo, forte, potente, insopprimibile di due giornalisti 'sul campo' che non avevano paura di nulla ma non erano sfrontati…erano curiosi, e non si accontentavano di verità preconfezionate….Come dovrebbero essere, come dovrebbero fare, tutti i reporter, tutti i giornalisti.

Ricordo Ilaria e Miran perchè chi viene ricordato non muore mai… (Con Giorgio e Luciana nel cuore)

Roberto di Nunzio
(giornalista, ex componente della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin)

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